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House Music Pro News e Tendenze della House Music e Non Solo Blog News House Music Latest posts BERLIN FESTIVAL 10-11settembre Posted by admin on 30 August, 2010 | No comments Eventi Se pensate che  Berlino sia solo techno, techno e ancora techno, vi state sbagliando alla grande! La nuova capitale della club culture europea è stata, e sempre sarà , la città più all’avanguardia musical¬mente d’Europa, negli anni ’70 era il kraut-rock ad infiammare le piste dei numerosi club della Berlino Ovest, movimento che andò successivamente a formare l’industrial, fenomeno che caratterizzò la vita della città fino alla caduta del Muro di Berlino. Certo la seguente esplosione della techno e dell’house hanno portato un notevole cambiamento, ma come al solito la frangia più estrema della musica d’avanguardia cittadina ha saputo dar vita ad un nuovo movimento che all’inizio degli anni 2000 veniva definito electro-punk e che aveva nel Maria Am Ostbanhof il suo locale di riferimento. Nel corso degli anni questo genere si è fuso con la nuova scena electro pop proveniente dal nord Europa e con l’indie rock americana ed è proprio per dar voce a questi nuovi filoni che, nel 2005, nacque il Berlin Festival, il festival più alternativo del nord Europa, con una line-up che spaziava dal rock all’electro. La musica ha subito nuovamente numerosi cambiamenti e proprio per questo motivo il festival si è improntato via via su sonorità più elettroniche. Il 10 e l’11 settembre, nei pressi dell’aeroporto dismesso di Tempelhof, si terrà il Berlin Festival 2010. Ancora una volta i berlinesi si fanno notare per la loro intraprendenza e creatività nel riutilizzare degli spazi abbandonati, si pensi che l’aeroporto chiuse ufficialmente il 30 ottobre del 2008 e quando non era ancora passato un anno da questa data si tenne l’edizione del festival 2009, proprio in questa location. È così che accanto a vecchi aerei abbandonati sorge un enorme stage outdoor, mentre all’interno dello scalo ne troviamo addirittura due; a questi si unisce la Mobile Disco, un capannone montato appositamente per l’evento. Come già anticipato l’edizione di quest’anno prevede artisti provenienti dal mondo dell’elettronica e numerosi gruppi rock ed electro pop pronti a soddisfare i palati più raffinati. Oltre all’eclettico americano LCD Soundsystem che si esibirà in un vero e proprio concerto con band a seguito, troviamo i belgi Soulwax che proporranno il loro live set e successivamente anche il loro dj set sotto lo pseudonimo di 2ManyDJs, mentre per chi è sempre alla caccia di nuove sonorità , da non perdere assolutamente la performance della cantante svedese Fever Ray (ex membro dei The Knife), i Peaches, il gruppo electro pop che sta conquistando il mondo, il geniale canadese Caribou che proporrà il suo misto di funky e pop elettronico e gli Atari Teenage Riot che infiammeranno la pista al suono punk broken beat che li contraddistingue. Come anticipato, anche alla più pura elettronica verrà dato sfogo, grazie alla presenza di artisti come Boys Noize, Housemeister, Djedjotronic, Les Petits Pilous, ed Eroi Alkan, veri e propri nomi di punta del genere. Si segnala inoltre il gradito ritorno dei Wedding Present, band che ebbe un notevole successo tra gli anni ’80 e ’90, che presenteranno il loro lavoro ‘Bizarro’. Una location surreale ed unica, unita ad una line up che indubbiamente si impone come una delle più ricercate in Europa, hanno fatto in pochissimo tempo di questo festival un vero e proprio ‘must’, da non perdere. Inoltre, cari clubber, non dimenticatevi che siete nella città che non dorme mai e questa potrebbe essere l’occasione per poter visitare gli innumerevoli club di cui Berlino dispone! eventi mansion settembre Posted by admin on 30 August, 2010 | No comments Eventi Grandi eventi per inizio settembre al Mitico club Mansion di Miami!!! Infatti il 5 settembre ci sarà ad esebirsi non meno che Paul van Dyck, che come ben ricorderete è arrivato tra i primi 10Dj migliori al mondo nel 2009!!! Cosa suonerà ?? Bhe di certo sappiamo che Mettera il meglio di sè, e questo basta per far scaldare tutti gli animi dei suoi Fans Floridiani!!! Roger Sanchez ci sarà invece il giorno prima!!! Infatti 4 settembre 2010 a fare divertire e ballare fino al mattino i clienti del Mansion di Miami, ci sarà proprio Roger Sanchez!! Per tutti gli amanti della house music che sono in Florida, noi invitiamo ad assistere a questi due eventi!!! Buon divertimento a tutti quelli che seguiranno il nostro sincero consiglio!!! Cristian Marchi Posted by admin on 25 August, 2010 | No comments Dj • Varie Lui, Christian Marchi (Nato a Mantova 34 anni fa), il suo sito lo aggiorna poco, ma tramite Facebook racconta la sua vita professionale di dj minuto per minuto. Come Bob Sinclar e pochi altri, sa giocare con la sua immagine e sa di essere un punto di riferimento. Se tanti colleghi dopo i set scappano circondati dai bodyguard, lui si fa fotografare con tutti quelli che ne hanno voglia. Se sono tanti e ci vuole mezz’ora, o un’ora, non importa. Nelle foto posate non sorride mai, ma di notte, in discoteca ride e scherza con tutti e saluta tutti. Ci si può fermare qui e dire che è un dj diventato popstar, il che è verissimo. Ma sotto c’è molto di più, come nel caso degli iceberg (il cui volume per L’89% resta sott’acqua). Prima e dopo i bagni di folla in console, ci sono tante ore in studio di registrazione con musicisti e produttori, c’è la voglia di crea­re qualcosa insieme ad altri top dj italiani e c’è un approccio al mixer che mette insieme melodia e ritmo al servizio della pista, del dancefloor, non dell’ego di che mette i dischi. Come è nato il suono ‘alla Cristian Marchi? Tutto è cominciato nel 2008, quando uscì “We are perfect”. Era un periodo strano. C’erano poche idee nuove e troppe scopiazzature, così quel tipo di ritmo così saltellante funzionò subito. Subito dopo arrivò “Love sex American Express”, che ha un mes­saggio davvero divertente e legato ai club. Amore, sesso e soldi? Chi offre di più alzi la mano. Senz’altro quel testo è servito molto, diventò una specie di trapano! Riguardo alla tua domanda, invece, la risposta è no. L’immediatezza arriva subito ma non si concretizza in un attimo. Dietro ogni traccia c’è un sacco di lavoro, sperimentazioni, ricerca e poi ancora lavoro. Ad esempio, se un demo che ho realizzato in studio in discoteca non ha l’effetto che dovrebbe avere, riparto da capo a sperimentare. Dal lunedì al giovedì, quando di solito non lavoro in discoteca, sono sempre in studio e tutto il resto passa in secondo piano. È importante, fon­damentale, avere una vita familiare equilibrata ma non nego che per me in questo momento non è facile. Ti dà fastidio che la tua musica parecchi la definiscano ‘commerciale’? No, perché? È proprio il genere che mi appartiene, è il termine che meglio rappresenta la mia musica. Si potrebbe anche dire che faccio house moderna, musica da ballo… ma spesso mi ‘allargo’. Ad esempio, in serata spesso suono dischi prodotti da Riva Starr. Direi che i suoi remix e le sue produzioni li ho suonati un po’ tutti, compreso la sua divertente versione di “Splendido Splendente” della Ret­tore. Ma mi sembra che il suo modo di produrre sia legato alla house delle origini, che guarda caso è proprio vicina al mio cuore. Anche io vengo dalla house, come dj. Come produtto­re, invece, di solito uso sonorità più pop, o meglio, commerciali. In console usi tre cdj. Hai mai pensato di passare al computer? No, per ora no, ma non è una scelta definitiva. Se dovessi trovare un software che mi semplifica la vita o che mi intriga, perché no? Il computer lo uso già da tempo per produrre musica e tenere i contatti con i fan (sono più di 31.000 su Facebook, ndr). In console fino a 6 o 7 anni fa suonavo solo vinili. Diciamo comunque che il mio scopo, quando lavoro in un locale, è rendere unici i miei set, realizzare una sorta di live. Parto sempre dalle mie produzioni, ma non mi limito a riproporle. Utilizzo sempre basi, a cappella, groove… mi diverto a remixare dal vivo le tracce. La tecnologia è solo un modo per fare tutto ciò. Il tuo passato nella moda è noto, quasi evidente. Ma in quanti sanno che hai lavorato anche come tecnico? Sono dieci anni che faccio dischi e vent’anni che faccio il dj, ma all’ini­zio, come tutti, facevo anche altro. Ho lavorato per diverse emittenti per ben 12 anni, prima come tecnico, poi anche come responsabile artistico e commerciale. Me ne sono andato perché ero stanco di fare il dipendente, ma è stato in radio che ho imparato ad usare le macchine, cosa che mi serve ancora oggi, visto che spesso le idee per le mie produzioni nascono sul mio computer. Prima di essere assunto in radio, dai 14 ai 21 anni, invece, ho fatto l’elettricista. Riguardo alla moda, è stato solo un modo come un altro per mantener­mi. Se non avessi fatto il dj, avrei puntato comunque su me stesso come libero professionista, magari in am­bito creativo. Non credo proprio che avrei fatto il modello a lungo. cristian marchi futuro Dj italiano nella top100 djmag? Quest’estate suoni in Guadalupe, a Mykonos (al Paradise), a Palma de Mallorca, in Costa Brava, sei spesso guest in Francia e sei reduce da un lungo tour australiano. Com’è suonare in paesi cosi diversi? Quello che cambia è l’emozione. Sapere che andrai a suonare dall’altra parte del mondo, in Australia, perché i tuoi dischi sono al top delle chart, è una cosa. Arrivare là e vedere che la gente i pezzi li conosce davvero, un’altra. Sono momenti che non si scordano. Diciamo comunque che ogni dj oggi gira il mondo per il suo suono, per cui è ovvio che i suoi set siano più o meno simili. Ciò che cambia è l’ap­proccio al clubbing. Nella scena commerciale, spesso, manca quella cultura musicale che invece hanno gli appassionati di elet­tronica e i dj sono meno considerati. Ma non è detto che questa situazione duri per sempre. Quest’estate escono ben quattro tuoi dischi, tutti realizzati insieme a colleghi. Due li hai realizzati con Nari & Milani , uno con Alex Guesta  e uno con Gianluca Motta. Sono tracce molto diverse tra loro. L’ultima in ordine di tempo è quella che ho realizzato insieme a Motta. Insieme abbiamo raggiunto buoni risultati con “Move on” (il progetto si chiamava Origin Ali, ndr) ma per un motivo o per l’altro non riuscivamo a trovare il modo di collaborare ancora. Adesso finalmente ci siamo riusciti. “Back to the jungle” è una club track, mentre le due produzioni con Nari & Milani sono vere e proprie canzoni in cui la melodia è fondamentale. Di “I got you” è nata prima la base, e il pezzo ha avuto una gestazione lunghissima, più di quella di urv ^Jjm bambino. A finirla ci abbiamo messo più di un anno! Volevo fosse perfetta e siccome sono molto preciso non finivo più di ritoccarla. “I got my eye on you” invece l’abbiamo realizzata partendo da una melodia scritta da Luciana. Nari & Milani come sempre hanno prodotto la loro versione, io invece ho lavorato a Verona con Paoli Sandrini. I feedback su quest’ultima traccia sono ottimi, la stanno suonan­do un po’ tutti. Sinclar, Guetta, Pete Tong, Axwell… Da dove nascono tutte queste collaborazioni? Nell’ambiente ho veri amici come Nari & Milani. Più o meno facciamo la stessa musica, anche se ognuno ha la sua sensibilità . Ci vediamo poco, purtroppo, ma ci sentiamo spesso su Skype e se cercate bene su Facebook trovate un video divertentissimo con noi 3 che spingiamo una macchina di notte nel bel mezzo della Romagna. Era la mia, avevo finito la benzina. Il rapporto che ho con Paolo Sandrini (già collaboratore di Gigi D’Agostino ai tempi de “L’Amour Toujours”), poi, va al di là di quello che lega produttore e dj. Andiamo d’accordo e ci vediamo anche al di là del lavoro. Ogni tanto penso che mi piacerebbe aprire una label, che vorrei veder crescere un progetto pian piano. Visto però che il tempo è poco e la crisi discografica assoluta, mi accontento di lavorare con altri dj. Mi diverto. E poi è molto più facile che produrre da soli, perché un’idea tira l’altra. una porno star, convertita in dj: SELEN Posted by admin on 25 August, 2010 | No comments Varie Dopo aver lasciato dieci anni fa il mondo dell’hard, Selen, all’anagrafe Luce Caponegro, torna sulle scene. Su quelle notturne. Ha deciso di fare la dj. Forte di un ed singolo come “The Star Of The Night’,'pubblicato da NP Music International, prodotto, scritto e arrangiato dai dj Peter Kharma, Andrew M e Sofia Di Vuono, sotto la supervisione del produttore esecutivo Claudio Petronici, Luce da oggi è Selen DJ. E pure cantante. Interpreta “sarò l’ossessione dei tuoi sogni e della tua vita “. Un verso questo della canzone che ha ispirato il soggetto del videoclip diretto da Alberto Donati. In alcuni show televisivi ecco Luce Caponegro. In consolle invece c’è Selen? “Mi piace usare i miei nomi come fossero vestiti. Luce Capontqio è il mio nome di battesimo e quando sono invitata in televisione preferisco essere chiamata in questo modo, anche perché spesso si trattano argomenti delicati come problemi sociali. Invece Selen è sempre stato il mio lato più frizzante, più sensuale e i miei fan, sopratutto quelli che popolano le discoteche, mi hanno sempre amata con questo nome”. Cosa pensi delle donne dj italiane o straniere in generale? Ne conosci qualcuna? “Mi sono avvicinata da poco al mondo del djing in modo specifico, quindi non ho avuto ancora la fortuna di conoscerne molte, anche se mi piacerebbe molto. Tra donne si crea sempre una complicità molto profonda”. Punti molto sul tuo lato sensuale: perché? “Perché sono così. Lo sono sempre stata. Sono Selen”. Che genere suoni? “Non ho un genere preciso, suono quello che sento dentro, potrebbe essere un pezzo house come pop, non importa se nuovo o old school, l’importante è che mi comunichi quelle sensazioni che vorrei comunicare io al mio pubblico suonandolo in quel momento”. Ruth Flowers: La dj House piu vecchia al mondo Posted by admin on 25 August, 2010 | No comments Dj • Varie Sempre meglio che finire in una casa di cura. Il pensiero di Ruth Flowers (www.mamyrock.com) non fa una grinza ed è per questo che ha deciso di diventare dj a 69 anni. Nom de piume: Mamy Rock. Genere musicale prediletto: la house. Un caso mondiale. Variety l’ha osannata. È stata il caso degli afterhour al festival di Cannes. “Una notte mio nipote festeggiava il compleanno in una discoteca. In­vitò anche me. Quando arrivai al club il buttafuori non aveva nessu­na intenzione di farmi entrare. Non avevo l’aspetto dei clienti abituali. Ma ce la feci. Stupefacente. Che energia. Cera un’atmosfera così elettrica. Era completamente diffe­rente dai party che frequentavo da ragazza: la profonda osmosi tra musica e luci mi fece sentire più giovane. Energia” Quella notte le ha cambiato II mo­do di vedere le cose. Le ha cam­biato la vita. Avendo molto tempo libero, discusse col nipote l’ipotesi di fare la dj. Che rispose: “Tu sei pazza”. Qualche mese dopo entrò in contatto con un produttore francese, Aurelien Simon, che ac­colse la sfida a occhi chiusi. “Infine, feci un corso intensivo di house e molta pratica alla consolle”. I suoi figli la sostengono sempre. “E i miei nipoti pensano che sia la non­na più tosta del mondo”. Teneva conferenze di storia e ave­va un negozio di tessuti. “Ma ven­go da una famiglia piena di gente che ama la musica. Dio mi ha dato una bella voce e per sette anni ho cantato da mezzosoprano. Mio fra­tello faceva il dj negli anni ’40 e ’50. Conservo ancora tanti dei suoi di­schi”. Pensa che quello che sta facendo possa essere un messaggio per chi ha la sua età ? “Non mi spaccio per una che fornisce risposte riguar­do alla vita degli altri. Però un con­siglio ai miei coetanei lo posso da­re: se avete un obbiettivo, fate di tutto per raggiungerlo, lo non desi­deravo condurre l’esistenza seden­taria della pensionata. Ero in cerca di una sfida, e l’ho trovata”. Dove trova l’energia per stare in consolle per ore? “Il cielo ha voluto che per tutta la vita godessi di un’ottima salute. Forse perché da 40 anni sono vegetariana. Oggi che la mia quotidianità è scandita dai ritmi intensi della vita notturna, nulla però mi abbatte”. I giovani per lei sono un’ottima compa­gnia: “Mi infondono gioia di vivere quando ballano, la loro energia è come un vapore che inalo. C’è an­che una gioventù più selvaggia. Per quanto riguarda le droghe, il problema non sono i ragazzi, ma chi manipola i loro desideri. Il po­tere dovrebbe cominciare da que­sto, ma spesso è connivente. Grazie al cielo, io non ho mai calato nien­te. Che vuole, l’età ”. L’età influenza le sue scelte musicali? “Ho vissuto abbastanza per avere ascoltato di tutto. Quando ero giovane tutti andavano pazzi per Frank Sinatra, Bing Crosby, Ella Fitzgerald, Brenda Lee. Ora ci sono Duffy, Madonna, Lady Gaga. In consolle mixo vec­chio e nuovo, gli Stones con David Guetta, i Daft Punk con i Queen, il mio gruppo preferito”. Quando appenderà le cuffie al chiodo? “Morirò aggrappata alla consolle”. 1° Armin van Buuren Posted by admin on 22 August, 2010 | No comments DjMag articoli Non potrebbe andare meglio di così. Armin Van Buuren era in luna di miele quando ha ricevuto la telefonata che lo informava che lo avevate votato DJ N°1 nel mondo – per il terzo anno consecutivo. “Non potevo crederci“, dice con un immenso sorriso. “Ancora adesso non riesco a crederci. Mi aspetta­vo vincesse David Guetta e quindi sono rimasto completamente spiazzato. Posso capire che la gente pensi che se vinci per la terza volta non sia più così speciale. Ma, per me, è la più speciale“. Ha senso che quest’anno significhi così tanto. L’ascesa di Armin è stata inarrestabile, dalla sua prima com­parsa nella Top 5 nel 2002, a quella prima inevitabile vittoria. L’anno scorso è stato probabilmente l’anno più significativo della sua carriera, con i concerti Ar­min Only: Imagine ed il suo Buma Cultuur Pop Award. Ma il 2009 è stato un altro anno solido per il DJ più amato al mondo – la vittoria di quest’anno è il chiaro esempio che i veri clubbers di tutto il mondo hanno grande stima di lui. Nessun album proprio, solo una manciata di singoli underground e le serate di routi­ne, fanno fare piazza pulita nuovamente all’amabile olandese. Ma il lavoro di routine per Armin è come un sogno per il resto di noi – non ha esattamente tra­scorso l’anno disteso sul divano (in effetti ha smesso di bere per dare sempre il meglio di sé). Una delle sue più grandi conquiste è stato raggiunge­re il 400° episodio del suo show radiofonico A State Of Trance e le celebrazioni sono state tanto elaborate, più di quanto voi possiate immaginare. Ha aperto una stazione radio internet, afferrato una manciata di DJ ed ha viaggiato per tre paesi trasmettendo l’intero party per 72 ore. La radio online è un sogno per i patiti di statistica ed Armin è stato così in grado di misurare con precisione il successo di questa pionie­ristica avventura, che ha visto sintonizzarsi 250.000 ascoltatori nel corso delle tre giornate. Impressio­nante, ma mentre la maggior parte delle radio online ottiene l’attenzione degli ascoltatori per circa otto minuti, BBC Radio 1 addirittura 45 minuti, Armin ha catturato i suoi ascoltatori per ben tre ore e mezzo. “È stato straordinario“, racconta Armin con orgoglio. “Ho chiesto agli ascoltatori chi volevano vedere. Han­no scelto Gareth Emery, Arnej, Roger Shah, Signum e W&W. La cosa divertente è che su MSN ho parlato con molti dei DJ che hanno suonato nel corso delle 72 ore ed ora li ritrovo nella Top 100 Djs di DJmag. Mi ringraziano per questo, ma io dico loro che devono ringraziare loro stessi per le ottime produzioni ed il fatto che la gente ha votato per loro. È stato vera­mente grande, potrei parlarne per ore“. Anche dopo così tanti show Armin dice di divertirsi sempre come la prima volta nel registrare A State of Trance anche se ora facendo lo show sempre più spes­so mentre è on the road, questo sta diventando una sfida. Ora che il programma è così affermato, sempre più etichette gli offrono esclusive e vengono presenta­ti in anteprima gli album più importanti del settore. “Tutto ciò mi fa essere all’avanguardia sulle cose“, dice “ed è veramente eccitante ascoltare tutti questi nuovi brani. Prendo tante nuove idee e tanta nuova musica. Ritengo sempre che la trance sia in evoluzione, soprat­tutto i pezzi con bassi BPM. Ci sono molte influenze house e minimal al momento, il che è fantastico. È un periodo veramente eccitante“. Pur arrivandogli circa 250 pezzi ogni giorno – “Fortunatamente ho qualcuno in ufficio, Ruben, che mi aiuta a scaricare molte delle tracce“, dice Armin – il N°1 nel mondo ha sempre ab­bastanza entusiasmo per frequentare i negozi online”. Compro sempre molti pezzi“, dice. “Ci sono diverse etichette che non spediscono i promo“. Ogni anno A State Of Trance riepiloga il suo percorso in un CD mix, che quest’anno è stato accompagnato da una istantanea della sua Armada, ‘Universal Reli- gion’. Un mix live della sua serata all’Amnesia di Ibiza, con un suono più Balearic. È sempre trance ma è più vocale, più melodica, il BPM medio è più lento, cosa che il maestro della big room ha chiaramente apprez­zato quest’anno. Ma con l’Euro così forte da tenere molti inglesi ed americani lontani da Ibiza quest’an­no, come è andata veramente la sua stagione là ? “So che è di prassi dire fantastica” sorride, “ma lo è stata veramente“. Con Roger Sanchez ai comandi nella terrace ed Armin ai controlli nella sala principale, la coppia è stata in grado di richiamare più di 3000 persone ogni settimana. Al culmine della stagione, in agosto, le serate hanno visto ben 5000 persone sulla pista da ballo. “Il primo anno che abbiamo fatto la serata non c’è stato nessun guadagno poiché è così difficile organizzare la propria serata ad Ibiza“, ammette. “C’è così tanta competizione. È stata una sorpresa riuscire a crescere quest’anno“. Ma, nonostante il successo, le serate ad Ibiza sono quasi da considerarsi tra le più intime di quest’anno. In aggiunta ai numerosi festival, dall’Ucraina a New York e da Burning Man al Global Gathering, molte delle serate del nostro olandese facevano parte del tour Armin Only. “Ora sono diventate imponenti“, di­ce, “come minimo 8000 persone che ballano alla mia musica per ben nove ore. Sono cresciute ad un livello superiore – con un imponente spettacolo pirotecnico, un grande palco, laser e tutto il resto“. Nonostante Armin non sia uscito con un suo album quest’anno, è comunque riuscito a lasciare un segno nelle classifiche con la versione remix del grande suc­cesso dello scorso anno ‘Imagine’. Presentandosi come un progetto piuttosto rilassato, Armin ha contattato alcuni tra i suoi remixers preferiti ed ha chiesto loro quali erano le tracce che volevano remixare. “Quasi tutti hanno scelto brani diversi“, dice. “Molti di loro lo hanno fatto su accettazione, non hanno chiesto alcun compenso e alla fine ci siamo ritrovati ad avere alcuni brani con due o tre ottimi remix, quindi abbiamo deciso di farne un doppio album“. A parte The Killers e BT, Armin non si è dedicato molto ai remix quest’anno, preferendo lavorare alle proprie produzioni, anche se non ci sono state molte tracce nuove da Armin Van Buuren. Infrangendo la sua stessa regola di voler unicamente usare il suo nome di battesimo, se ne è uscito con alcuni pezzi strumentali underground, fra i quali spicca Tulvan’ sotto il nome di Gaia. “So che se lo avessi pubblicato come Armin Van Buuren avrebbe venduto di più, ma volevo dimostrare che la trance è importante e che io sono molto per la musica elettronica strumentale“, dice. Nonostante queste credenziali, Armin si è ritrovato ad essere una superstar dei media quest’anno, quando ha deciso di fare della sua ragazza da dieci anni la signora Van Buuren. La sua neo-moglie non apprezza molto le at­tenzioni dei giornali e delle riviste mondane ed Armin ammette di non esserne particolarmente “entusiasta” nemmeno lui. “Preferirei che la gente mi apprezzasse per la mia musica, i miei programmi radiofonici e per le mie serate piuttosto che per la mia vita privata“, dice, ma senza irritazione. “Mi rendo conto di essere una figura pubblica ora e di dover mostrare un parte di me alla gente, ma le ragioni per cui ho deciso di sposarmi sono assolutamente personali e non deside­ro particolarmente dividerle con la gente“. Coloro interessati a vedere entrambi i volti dell’essere una super-star DJ, saranno contenti di sapere che è stato tradotto in inglese un libro che rivela le sue esperienze durante il suo primo anno da DJ N°1 al mondo. Ma c’è un altro modo per mettersi dietro le strobo. I fans potranno vestire i panni del loro idolo nel nuovo gioco Armin Van Buuren in The Mix, in uscita per Nintendo Wii. Un gioco dove il giocatore lavora nei locali dove Armin stesso ha suonato nel corso della sua carriera. “Non solo il giocatore deve imparare a mixare, ma deve anche interagire con il pubblico e fare una vera e propria performance”, dice con entusiasmo. Ma per quanto gasato riguardo al gioco, non c’è niente di così eccitante quanto essere il N°1 per un altro anno. “Sono elettrizzato e profondamente onorato“, dice onestamente e dal profondo del cuore. “Mi sento come se avessi vinto la medaglia d’oro alle Olimpiadi“. 2° Tiesto Posted by admin on 22 August, 2010 | No comments DjMag articoli Allora, un altro anno consistente per Tièsto questo. Nuovo album, nuova etichetta, grandi serate, residency ad Ibiza e remix di alto profilo come non mai. “È stato un anno veramente ottimo!”, dice l’uomo che potrebbe benissimo già essere annoiato da tutto ciò. Ruota tutto attorno a questo nuovo album, ‘Kaleido- scope’, un gigantesco passo avanti per Tièsto come produttore, introducendo indie, electro, pop, house, techno e tanto altro ancora in questo grande ed eufo­rico sound per il più diversificato album che abbiamo mai avuto dall’Olandese fino ad adesso. “Volevo fare un album che riunisse tutte le differenti in­fluenze musicali che sto gustando in questo momento“, ci spiega parlandoci dagli USA. Possiede sempre l’essen­za di ciò che contraddistingue il caratteristico sound di Tièsto, ma lo trasporta in una completa nuova direzione. “Ho adottato un approccio molto più strutturato alla scrittura dei testi, pur continuando a sperimentare con nuovi sound e trame. È importante per me continuare a scoprire nuovi territori musicali“. Per quanto entusiasmante sia la musica di ‘Kaleidosco- pe’ sono altrettanto sorprendenti gli artisti che ha invo­gliato a cantare per lui. Così come Calvin Harris, l’album figura giovani indie come Kele Okereke dei Block Party e vere e proprie pop star come Nelly Furtado. “Quando ho iniziato a trascorrere del tempo in compa­gnia di molti di questi musicisti, la maggior parte di lo­ro non considerava la mia musica come ‘trance’ ma più come dance music elettronica“, dice Tièsto della sua collaborazione con questi nomi del momento. “La maggior parte di loro erano stati ai miei show o a quelli di altri artisti dance in passato, si erano diver­titi tantissimo, ed apprezzano veramente molti tipi di dance music“. Uno dei più grandi cambiamenti di quest’anno è stato il passaggio di Tièsto dalla Black Hole alla propria Musical Freedom. “Penso che la Black Hole abbia fatto un ottimo lavoro per me nel passato, ma sono cresciu­to come artista ed ho sentito la necessità di fare un cambiamento“,spiega. “La Musical Freedom è la mia etichetta. È uno sbocco per le mie sonorità in evoluzio­ne, ma anche per promuovere e supportare nuova musi­ca ed artisti che per me sono importanti“. Ma non è stato solo un anno chiuso in studio, l’album ha portato ad un Kaleidoscope world tour, che ha pre­so il via con non una o due, ma tre serate a New York. Tièsto ha coinvolto alcuni di loro come Tegan e Sara e CC Sheffield, nelle performance video che compaiono nei suoi set. In effetti i video hanno giocato un ruolo importante negli spettacoli di quest’anno. “Ho lavorato con una compagnia di Montreal incredibil­mente ricca di talento, chiamata Moment Factory, per dare vita a tutto quanto“, dice. “Questo tour è molto più basato sul contenuto video e quindi abbiamo lavo­rato più sul concetto visivo di ‘Kaleidoscope‘”. Prima del tour, Tièsto ha fatto una breve visita ai suoi fans inglesi a Victoria Park a Londra – tutti quanti 20.000 a dire il vero. “Victoria Park è stato uno dei più grandi e migliori show dell’anno per me“, ritiene Tièsto. “Adoro Londra. La Dance music è una parte importante della cultura nel Regno Unito e ciò si nota. Tutti quelli che sono intervenuti hanno dimostrato energia e vibra­zioni sorprendenti“. Un altro spettacolo di rilievo è stata la serata di raccol­ta fondi al Privilege di Ibiza per Dance4Life, insieme a Robbie Rivera e Richard Grey, che si è inserita nella sua residency dell’estate. Si tratta di una organizzazione molto importante per Tièsto, che combina serie infor­mazioni riguardanti l’HIV e l’AIDS con dance music ed intrattenimento, della quale Tièsto dice “riesce vera­mente a motivare e a coinvolgere i giovani“. Oltre a ciò, Tièsto, che ha un brano su DJ Hero, si è de dicato ai remix quasi in maniera totale. Ha appena ter­minato un remix di ‘Papillon’ per Editors, e si è anche occupato di The Killers, Block Party, Yeah Yeah Yeahs ( Calvin Harris tra gli altri. Ha anche prodotto un brano per il duo rap di Memphis Three 6 Mafia. “È bellissimo vedere gli urban artist americani abbrac­ciare la dance music“, dice. Quando ho fatto il pezzo con Three 6 Mafia è stato veramente divertente“. Quin­di, un anno molto vario per Tièsto questo e, come dice lui, un ottimo anno. 3° David Guetta Posted by admin on 22 August, 2010 | No comments DjMag articoli Per molti aspetti questo potrebbe l’Anno Zero di David Guetta. Questo può sem­brare ridicolo per colui che a quanto pare ha estratto il meglio dal mondo del pop e dei DJ. Ma con il suo album, ‘One Love’, che ospita superstar della scena r&b ed hip-hop americana, l’ottimista francese afferma che potremo a ragione in futuro vedere il 2009 come l’alba di una nuova era della dance music. La cultura urbana statunitense è sempre stata – Puffy a parte – piuttosto sprezzante nei confron­ti della dance music, ma nel corso degli ultimi 12 mesi, Guetta è stato l’uomo a cui rivolgersi. Kelly Rowland lo ha sco­perto mentre lavorava e gli ha chiesto di scrivere un pezzo. La stessa settimana in cui i Black Eyed Peas lo hanno contat­tato per occuparsi della produzione del loro pezzo ‘I Gotta Feeling’. Sempre con un occhio rivolto a far uscire la dance music dal suo comodo ghetto, David ha concluso un accordo – si sarebbe occu­pato del loro album se loro gli avessero ripagato il favore, cantando sul suo. “One Love” è uscito in agosto, con collabora­zioni alle voci della ex Destiny’s Child, dei Peas e di Akon. Oltre a tutto il resto, ha regalato a Guetta tre N°1 in Europa ed il suo più grande album fino ad oggi. “L’intento di questo album era di cercare di costruire un ponte sonoro tra hip-hop ed electro“, ci spiega da LA, prima di esi­birsi agli MTV Latin Awards. “Penso pro­prio che ci sarà un enorme riscontro per tutti nella musica elettronica. Tutti in America ricercano questo tipo di sound al momento e sono sicuro che, non solo per me, ma per l’intera comunità dance, sarà la scoperta di un nuovo mondo. Questo non è altro che l’inizio“. Se Guetta avesse ragione, potreb­be cambiare la scena dance mondia­le completamente. Per la prima volta le radio americane passano pezzi che provengono – perlomeno musicalmente parlando – dal mondo dei club europei. Al momento questi brani sono di Guetta ma, perenne ottimista, l’uomo che vive per abbattere le barriere commerciali è convinto che questo non sia altro che l’inizio, che il mondo hip-hop busserà alla nostra porta. “Ora tutti i migliori ar­tisti ne vogliono far parte“, garantisce. “Sarà meraviglioso per tutti i produttori di house music. Ho l’opportunità di lavorare con tutti gli artisti con i quali ho sognato di lavorare per tutta la vita“. Ma pensare che l’intento di David sia so­lo quello di fare grosse produzioni vocali e di scalare la vetta delle classifiche, sarebbe male interpretare lo spirito di quest’uomo. Mentre l’album è piazzato alto nelle classifiche, ha snocciolato un pezzo electro underground per la super- hip Toolroom. “Grrrr!” è un robusto mo­stro strumentale, per lo più indirizzato al pubblico che lo ama in veste di DJ. “Come DJ suono sia nei locali under­ground che nei party più glamour“, spie­ga. “Ad Ibiza suono al Pacha, ma anche al Cocoon. Non ho mai voluto dover scegliere. È lo stesso discorso per me come produttore. Posso produrre grandi dischi pop, ma al tempo stesso produrre pezzi più techy ed underground. Lavoro esattamente nella stessa maniera – con il mio cuore e con la mia passione“. Pro­vocando sempre confusione, si rifiuta di lavorare unicamente su grossi hit vocali solo perché è visto come una popstar. “Mi rifiuto di stare in una scatola” dice. “Ho due tipi di pubblico – ho gente che mi ama per i miei successi e gente che mi segue come DJ. Non si tratta neces­sariamente dello stesso pubblico“. Ma per quanto importante sia l’under­ground per lui, per quanto ami suonare corposa electrotech e per quanto afferri con entusiasmo la possibilità di suonare long e deep, ciò che ha caratterizzato il suo anno, lo ha classificato come un populista, un uomo che desidera che tutti quanti siano eccitati tanto quanto lui riguardo alla musica che ama. Que­sto è senza dubbio il motivo per il quale ha accettato di essere ambasciatore per il nuovo gioco DJ Hero, un derivato del famoso Guitar Hero, e questa è un altra possibile strada per portare nuova gente sulla pista da ballo. È lo stesso motivo per il quale ha un iPhone app pronto ad uscire a momenti, perché è arrivato ad avere un milione di amici su Facebook quest’anno. CHE il 2009 di David Guetta sia in grado di cambiare la dance music per sempre, o no, è ben chiaro il motivo per cui lui lo definisce il migliore anno della sua vita. 4° Above & Beyond Posted by admin on 22 August, 2010 | No comments DjMag articoli PODCASTS, timbri sul passaporto, produzioni, program­mi TV su internet, CD mix, una scuderia di etichette che continua a sfornare un successo dopo l’altro ogni settimana… c’è da chiedersi come Above & Beyond riescano a tenere tutto quanto sotto controllo. “Il nostro manager viene in studio e mette Post-It sotto il nostro naso con tutte le cose che dobbiamo fare perché siamo troppo indaffarati per ricordarcele“, scherza Tony McGuiness del trio trance. “Abbiamo qual­cuno che risponde al telefono per noi, viene in studio e ci dice, ‘intervista con DJmag’ e noi poi ce ne occupiamo. È bellissimo essere impegnati. È uno dei più chiari segni di successo, quando si ha molto da fare“. Non si può fare una colpa ai ragazzi se necessitano di una mano quindi… Ancora una volta sono sfrec­ciati attraverso 12 vorticosi mesi ricchi di impegni, che sono stati stancanti e al tempo stesso ricchi di ispirazione. Alla fine di marzo avevano già accumu­lato più di 30 serate tra Sud America, Stati Uniti ed Europa; avevano mixato la prima compilation per la loro etichetta Anjunadeep, etichetta supportata da James Zabiela, che metteva in luce le loro più pro­fonde e progressive esplorazioni sonore ed avevano battuto giganti della dance come Daft Punk, Justice e Pendulum, portando a casa il titolo di Best Group all’annuale International Dance Music Awards di Mia­mi. Entro luglio avevano aggiunto un’altra onorifi­cenza alla loro lista, quando sono stati il primo grup­po trance ad esibirsi su di una mongolfiera in un set acustico dal vivo con materiale del loro OceanLab. “Ho adorato la mongolfiera per il viaggio, mi sono divertito a fare le prove dei pezzi, ma la performance di per sé è stata piuttosto strana!”, ammette Tony. Jono Grant aggiunge: “Abbiamo deciso di fare la no­stra prima performance acustica nella location più remota possibile – in alto nel cielo – così nessuno è stato in grado di sentirla!” Scherzi a parte, non c’è stato modo di nascondersi quando in agosto, Above & Beyond sono stati final­mente riconosciuti come un’esperienza live di massimo livello. Accompagnati dal loro batterista Sebastian Beresford e dai loro vocalisti stabili Zoe Johnston e Richard Bedford, il trio ha suonato un misto di tastiere e chitarre live quando sono saliti sul palco de La Marina a Beirut, davanti a 7000 fan fanatici – esibendo classici evergreen e pezzi inediti per una intera ora. “È una cosa che volevamo fare da tanto tempo e ne abbiamo parlato in diverse interviste per anni, ma non abbiamo mai avuto il tempo di realizzarla, quindi è sta­to veramente il massimo per noi“, dice Jono. “La serata di per sé è stata stupenda, ma si è trattato molto più della preparazione, la quale ci ha impegnato per mesi e mesi“, aggiunge Paavo Siljamaki. Non si è trattato comunque sempre unicamente della loro musica. Ancora una volta la loro etichetta Anjuna­beats ha affiancato qualità con quantità , quando per­sonaggi sorprendenti come il pluri-talentuoso Mat Zo (conosciuto anche come MRSA, l’euforico pioniere d&b della Hospital Records), il duo londinese Solarity ed il nuovo arrivato dalla Russia Incognet, hanno costituito una fonte costante di future sonorità trance. “Continua ad arrivarci sempre più musica da nuovi ar­tisti da tutte le parti del mondo e la nostra scuderia cresce ogni anno di più“, spiega Paavo. “Quando è stato il momento di mettere insieme i brani per il nostro CD ‘Anjunabeats Volume 7′, siamo partiti da una posizione veramente privilegiata“. “Questo è il primo doppio CD da noi realizzato senza at­tingere dal materiale Anjunadeep, e ciò dimostra che il mondo trance è più in salute che mai“, crede Tony. Ma con la compilation che ora va a ruba nei negozi, Above & Beyond possono finalmente dedicarsi a lavori a lungo attesi. Ritagliandosi del tempo dalla loro fitta e scarsa di riposo agenda di DJ, si stanno finalmen­te dedicando all’album che segue il loro enormemente acclamato Tri-State’ del 2005 – album apprezzato per avere aggiunto profondità musicale e longevità home- listening, al trance sound moderno. “Abbiamo avuto delle difficoltà a concentrarci sul se­condo album Above & Beyond, quindi abbiamo deciso di prenderci un mese di pausa come DJ al momento“, spiega Jono. “Non so come altri riescano a lavorare mentre sono in tour. So che qualcuno lavora sul laptop, ma noi ci troviamo meglio quando siamo concentrati in studio assieme“. “Abbiamo circa 20 pezzi in diversi sta­di di produzione“, aggiunge Tony. “Alcuni sono finiti, altri sono solo tre note in tutto, poi tireremo le somme. 5° Paul van Dyk Posted by admin on 22 August, 2010 | No comments DjMag articoli “SONO un vero casalingo”, dice Paul van Dyk. “Mi piace veramente stare a casa, ma al tempo stesso, faccio il lavoro sbagliato per que­sto. Quindi volevo ringraziare tutta la gente che è venuta a vedermi perché mi hanno fatto sentire vera­mente a casa. Questo è veramente qualcosa di speciale e non posso ringraziarli abbastanza. Il miglior modo, ho pensato, era di dare loro un brano“. Così ha fatto. Ed oltre ad essere un grande ringraziamento per i fedeli dei suoi party, il suo ultimo singolo ‘Home’, è anche il primo assaggio di ciò che potremo attenderci dal suo nuovo album, che segue l’usci­ta della raccolta di quest’anno ‘Best Of ‘Volume’. Mentre DJmag andava in stampa ‘Home’ era in vetta alla classifica dance inglese. Il suo album ora è in dirittura d’arrivo. “Sono impegnato con la prepara­zione al momento, la stesura ed alcune collaborazioni“, dice, anche se non intende rivelare chi esatta­mente lo aiuterà (David Byrne fron- tman dei Talking Heads e Jessica Sutta delle Pussycat Dolls, hanno dato una mano per il suo ultimo set ‘In Between’, nel 2007). “Abbiamo anche infine ceduto alle pressioni di ristampare ‘For ‘An Angel’, che è stato un vero successo”. “Fenomenale la stagione ad Ibiza“, aggiunge Paul. “Nonostante la situa­zione economica e finanziaria mon­diale, noi non siamo stati veramente tanto intaccati. Le presenze erano basse sull’isola, ne sono certo, ma al tempo stesso la gente sceglieva con più attenzione dove andare. Fortunatamente, quando ho suonato ad Ibiza, hanno scelto di vedere me ed io ne sono veramente grato“. Oggigiorno c’è ben poco che separi i live set di PvD dal suo lavoro come DJ. L’ultima volta che ha suonato un vinile è stato al Miami Winter Music Conference nel 2002. Una brutta esperienza con un una delle prime versioni di Final Scratch, lo ha visto abbandonare il vinile in favore dei CD senza rimpianti. Ma le cose da allora sono migliorate. “Sono così entusiasta di questa musica come non lo sono mai stato prima. Non uso più lettori CD e tanto meno piatti; ho due sistemi di computer sul palco. Ho sviluppato la stessa passione nel fare musica che avevo nel fare il DJ e con questa attrezzatura posso fare entrambe le cose nello stesso momento. Per me, questo è il massimo. È così eccitante suonare. Ogni sera succede qualcosa di diverso e finisco per fare praticamente un pezzo nuovo. È veramente ispirante.” Altrettanto ricca di ispirazione è la sua ascesa a superstar internazio­nale. Nato Matthias Paul dietro la Cortina di Ferro, è cresciuto nella Berlino Est comunista, solo lui e sua madre. Quando il muro cadde, abbandonò l’idea di diventare car­pentiere e si trasferirono ad ovest. Nel giro di un anno, suonava alla leggendaria roccaforte techno di Berlino Tresor a fianco di personag­gi di spicco della scena techno e trance tedesca emergenti nei primi anni 90. Da allora ha venduto tre milioni di dischi, sostenuto residencies in tutto il mondo, compresa la sua rinomata apparizione al Gatecrasher, ha pubblicato cinque album come artista oltre ad aver rimixato tutti, dagli Underworld ai Depeche Mode, da Justin Timberlake agli U2. Politi­cizzato e consapevole di poter fare la differenza, il suo impegno per la beneficenza è ben conosciuto. Quest’anno ha suonato il suo setti­mo annuale show all’aperto a New York (ora ritornato alla sua sede originale dopo un breve periodo al Pier 54 sul fiume Hudson) sulla West side di Central Park. Chiaramente di tratta di un impegno che è diventato molto importante nell’agenda di PvD. “È difficile da spiegare. È specia­le“, dice. “Non solo per me ma per tutto il team. Abbiamo istituito un evento sulla mappa globale della musica elettronica e non appena annunciamo le date, la gente inco­mincia a prenotare i voli. C’è una platea internazionale. È veramente fenomenale“. « Older posts House Music News   L'ultima notta estiva sulla “Terrazza” dello Yachting Club - Agora Magazine   Il venerdi di successo dell'ostras beach con il tris mattatore ... - Agora Magazine   Lecce - VINYL ART COLLECTION happening artistico - palazzo personè - PUGLIALIVE.NET   Sono romeni i dee jay del futuro - La Stampa   E l'ex sexydiva diventa una dj - La Stampa   LA STELLA DI BILL COBHAM PRONTA AD ILLUMINARE GALATINA - Lecceprima.it   Arenile Reload: "We are Freesk" con Bruno Barra - NapoliToday   Pop Fest: "People on Pleasure" a Gallipoli - Il tacco d'Italia   Notte Bianca di Genova: le ultime novità - mentelocale.it   MUSICA E NON SOLO TRA NOTTE NOIR, TARANTA E STREAMFEST - Lecceprima.it Bintmusic BlogsRagazza con chitarra 30 August, 2010Musicisti, chitarristi, jazzisti, direttori d'orchestra... Ma insomma, in questo mondo solo gli uomini sanno suonare? E le donne? Ci sono, ci sono... 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